dialoghi2019-01-26T11:18:26+00:00

Dialoghi fotografici senza rete. Per leggere le regole o partecipare, spingi qui

Una fotografia pare per sua natura inseparabile da ciò che vi è rappresentato. Caparbiamente, silenziosamente riferita a quella scena e solo a quella, come un simulacro muto, un calco portatile e vibrante, come un’ostia sconsacrata che continua a emettere luce nel tabernacolo serrato del portafoglio, o tra le pagine in cui l’abbiamo dimenticata a fare da segnalibro. Chiusa in sé, quasi incapace di significare altro che un puro: «Ecco, c’era questo».

E tuttavia resta sempre, al suo margine, un bordo di nulla, un abisso tascabile, una sorta di mistero casalingo, come un anfratto che si apre tra lavello e cucina in cui quella saldatura frana, slitta, diventa ambigua e sospesa. Ciò che appariva una certezza, visto da un altro lato appare come una mistificazione, «una versione parziale e selettiva», oppure come «un serbatoio di possibilità, uno spazio di proiezione», «un territorio liberato dal concetto di rappresentazione della realtà (cit. Allegra Martin)».

Basta a volte, le fotografie, prelevarle dal loro isolamento, dall’archivio in cui stanno numerate e provare ad accostarle, su un tavolo o nel flusso della rete cui ormai sono destinate: allora ecco che a volte si riconoscono, si intrecciano, si accoppiano e figliano creando provvisori campi di significato che parlano di sé, che sbocciano per poi sparire di nuovo.

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Cosa succede quando prelevi una foto da un archivio personale e la depositi in un altro contesto? Cosa ne è dei legami preesistenti con le situazioni fotografate, con i significati evocati, come si modificano, come slittano quando costruisci altri legami e altre relazioni? Cosa accade quando a un autore si sostituisce una coppia e quando la regola diventa rispondersi l’un l’altro? Quali funzioni della fotografia vengono messe da parte e quali vengono esaltate in un dialogo visuale? E come si costruisce il dialogo, quali connessioni vengono privilegiate durante il dialogo (visive, analogiche, inconsce…) e quali campi di senso non verbale imprevisti, verificabili solo alla fine, vengono prodotti? Qua sotto gli esperimenti condotti in questi mesi dal Baretto.

Marisa Prete, Miri Riva

Novembre 12th, 2018|0 Comments

In questo dialogo le autrici hanno usato non solo i propri archivi, ma tutte le fonti possibili, anche online.   (Scorri in orizzontale per vedere la sequenza, clicca sulle foto per vederle a formato intero. [...]